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Le elezioni del 1912

Scritto da Emilia Vernaglia. Postato in Emilia Vernaglia

Il mio paese di montagna, tranquillo ed operoso, bolliva come una grande caldaia sotto la quale tutti alimentano il fuoco.
Nelle famiglie non c'era pace.
Gli odii, i rancori, le gelosie, sopite o sepolte addirittura sotto la cenere dell'oblio, si ridestavano. Era l'epoca delle elezioni; bisognava lottare per vincere.
Si formarono due partiti; uno di G' e l'altro di D'. Il primo era il più forte, poiché il candidato era un signore alla buona, democratico, che si prestava volentieri per i suoi elettori; anzi era a loro disposizione quando andava a Roma per qualsiasi acquisto:
- Onoré, andate a Roma? Abbiate pazienza, portatemi un cappello che sia di roba buona e che non costi tanto:
-Va bene, che numero porti?
- Non saprei, ma la testa mia è come la vostra, perciò regolatevi su di voi. -

Storia e leggenda

Postato in Italiano

Trentinara, centro agricolo di antiche origini, si trova a 606 s.l.m. sulla terrazza terminale del monte Cantenna, affacciato sull'alto corso del Solofrone.
Fondata dai profughi di Paestum nel sec. IX e ricordata dall'epoca Normanna deriva il suo nome, secondo tradizione, dai soldati a guardia dell'acquedotto della città. 
I soldati o erano trenta di numero o duravano in carica trent'anni o ricevevano una paga di trenta denari.
Il toponimo è, comunque, un derivato del numero trenta e potrebbe alludere anche a misure terriere.
Il toponimo è attestato in Catalogus Baronum (in "Trentinaria" "De Trentenaria" "Trentennaria").

 


Secondo la testimonianza di Plutarco, nelle gole di Tremonti, tra Trentinara e Giungano, morì Spartaco, il liberto che osò sfidare Roma in nome delle libertà e della democrazia e fu ucciso in battaglia da Crasso. Trentinara fu un marchesato. Signore di Trentinara fu, tra gli altri, Bernardino Rota, delicato poeta umanista che parla delle bellezze del paesaggio dei suoi possedimenti (Trentinara e Giungano) in una Egloga in latino. Gli ultimi marchesi di trentinara furono i De Angelis, che si fregiarono del titolo fino alla prima metà del XX.mo secolo. Trentinara partecipò attivamente ai moti rivoluzionari cilentani del 1848, che ebbero nel capaccese Costabile Carducci l'eroe più rappresentativo. Molte vie sono intitolate ai martiri di quell'avvenimento storico. Quei moti furono rievocati solennemente nel centenario del 1948 con la partecipazione dell'allora Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, l'onorevole Giovanni Porzio.